Anche quest' anno si ripete la manifestazione chiamata "ExPresso" che gli studenti dell'Accademia di belle arti di Firenze organizzano e autogestiscono all'interno del chiostro rinascimentale della struttura.
Sono diversi i gruppi musicali che dalle 15.00 fino a notte allieteranno i partecipanti... una folla che ad ogni edizione si riscopre tra gli studenti e gli ex studenti che tornano per l'occasione a riassaporare vecchi umori intrisi di rabbia e nostalgia ma anche di sfrenata allegria. Non mancheranno anche i turisti che lasceranno per un attimo la loro rotta verso il David e si troveranno per caso immersi in questa situazione tra il grigio della pietra serena e i colori delle band che si alterneranno.
Un appuntamento al quale sarà difficile mancare in questa Firenze che in questi giorni, sembra risvegliarsi dal letargo invernale che l'ha tenuta silenziosa e che ora fa sentire tutta la sua voglia di creatività.
INVIATECI I VOSTRI CONCETTI GRAFICI, PARLATECI DEI VOSTRI PROGETTI CREATIVI, SEGNALATECI GLI EVENTI CHE PIU' VI SEMBRANO INTERESSANTI E COINVOLGENTI.
La redazione di Etraarte ricerca collaboratori che hanno voglia come noi di partecipare, sviluppare ed arricchire con nuove idee, progetti questo giovane progetto editoriale.
In particolare siamo alla ricerca di gente attiva e spontanea da qualsiasi parte del mondo che abbia voglia di parlare, scrivere, creare nuovi contenuti che, con i più diversi linguaggi espressivi siano culturalmente validi a continuare un confronto tra chi crede che la creatività sia un mezzo per vivere meglio.

domenica 15 giugno 2008
concero accademia firenze
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Gianfranco Masi
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Etichette: accademia, arte, musica, performance, spunti
sabato 5 aprile 2008
Berlino intorno all'Happen studio ||||||||||||
Se siete in visita per le strade di Berlino, non potete non andare a fare un salto all'Happenstudio!
Si tratta dello studio di un gruppo di simpatici ragazzi e ragazze che ogni giorno si incontrano nei 300mq di un ex asilo proprio nel centro di questa bella metropoli europea. Ogni giorno sono li a godersi il caldo accogliente di questo spazio che ha visto nascere e svilupparsi numerosi progetti rivolti ad accogliere e coinvolgere giovani artisti praticamente di tutto il mondo. Come molti di noi sanno, Berlino è una città ideale per una genuina sosta della ricerca artistica di un artista contemporaneo perchè offre molti spunti e spazi per fare "laboratorio"delle proprio pratiche. In sostanza i la vita non è molto cara alla vista delle crisi economiche che costantemente assalgono le tasche degli artisti, lo dico ovviamente con i vari e motivati distinguo!
Ma torniamo all'Happen. E' uno studio laboratorio che offre sempre accoglienza per scambi di idee ma soprattutto allestisce tante mostre realizzate grazie al contributo di chi si ferma da loro con un'idea in testa (è possibile anche concordare un periodo di residenza artistica).
Ma tutto ciò non si ferma soltanto alle superfici di questo bello spazio a due passi dall' Hamburger Bahnhof Museum ma la creatività si esprime anche al suo esterno inserendosi in un'interessantissimo e stimolate tessuto culturale sul territorio berlinese.
Qui di seguito possiamo vedere e conoscere i prossimi appuntamenti ma per saperne di più visitiamo il loro sito o meglio ancora prendiamo finalmente un aereo per Berlino e citofoniamo al n°1 di Chausseestrasse , dite che vi manda Etraarte magazine e sicuramente i ragazzi di Happen vi accoglieranno con un fresco sorriso ed un caldo the.
Dear friends of Happenstudio,
we are glad to present you the new events and exhibitions of April and May.
First of all we welcome you tomorrow, the 6th of April, to the finissage of Jörg Resch "137".
Enjoy life!
April 2008
Jörg Resch
"137"
Finissage with Performances: 6th of April, 7pm
Jörg Resch shows 12 paintings of his serie "89 Kontemplationen"
Musicperformance The Soluble Fish "beat poetry fusion band"
Performance Anna Staffel "in the next 10 minutes"
...what can happen in the next 10 minutes?
...what will happen, if nothing happens in the next 10 minutes? Does the performer play with time or is the performance itself just a game?
...is the performer present or just his time?
Which consequences has the performance?
Does the performance conceal planetary unstableness?
Is the performance antinomian?
Does the performance make happy?
Anna Staffel doesn't want to stick with anything. In her last performance she will run an undetermined performance-marathon. Performance from 7pm till ?
Andrea Cammarano
"Andreas Porträts"
Opening: 11th of April 2008, 8pm
Exhibition: 12th-18th of April 2008 Openings: 2-7pm
The roman artist shows with his new paintings, that were drawn during his residence in Happenstudio, portraits of people in Berlin, which are important to him.
Marie Kranich
Ina Grützbach
Manuel Perna
Tatiana Villani
Sabine Panossian
René Simon
Tatjana Preuss
Nathalie Nienkemper
Jörg Resch
"Plastic Supreme"
Opening: 9th of May 2008, 7pm
Exhibion: 10th-29th of May 2008 Openings: 2-7pm
We put all on artificiality! Marzipan-breast-hills from the planet „Unknown“. Back from the voyage we return to the undiscovered zones of human geography. Map Making. The cards will be drawn new. We take off our sunglasses and the apparat of perception is free exposed. The overexposure helps us to recognize new places and let us call new worlds. They are made of new systems of social intelligence. Virtual space, araised from the crisis of the real space, finally traces back to the body as the last planet. The conquest of the terrestrial space seems to be determined. A new world will be thrown out, a room of substituation of second nature. This room needs stimulation and excitement as the body needs the affect.
Supreme-Program
9th of May Vernissage 7pm
plastic dinner - lovely music with Julian Meding
16th of May Shortfilm-Program 7pm
special edition of „ONVIDEO“ curated by Gianpaolo Rende
17th of May Performance 7pm
with Herma Auguste
25th of May Finissage 7pm
"literarische Happen" with Ines Meier, Andrea Mittag, Magnus Schäfer
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sabato 15 marzo 2008
Un “Santuzza” per la riappropriazione degli Spazi Pubblici
E’ quello che succede a Catania dal 1 al 5 di Febbraio in occasione della Festa di Sant’Agata, una delle feste più sentite e partecipate dalla comunità di questa città.
Un fiume di fedeli vestiti con un saio bianco tira il cordone agganciato al Fercolo su cui troneggia la statua della Santa e lo trascina per le tutte le vie della città, gridando l’inno di devozione a lei dedicato.
La “Santuzza” , nel suo giro, è preceduta da 11 Candelore, ovvero 11 enormi ceri riccamente decorati, che rappresentano le corporazioni dei mestieri della città di Catania.
Ciò che mi colpisce nell’osservare a ridosso del 2008 un evento di questo tipo è il connubio ancora possibile di sacro e profano: tralasciando la forma fallica di queste candelore che ricordano i riti falloforici propiziatori raccontati da Erodoto già nel 454-447 A.C. e dai quali questo rito probabilmente discende; la cosa straordinaria da osservare è come un evento fortemente connotato dalla tradizione permetta agli abitanti della città per un’intera settimana di riappropriarsi fortemente dello spazio urbano, come luogo dell’interazione sociale e dello scambio culturale e anche religioso in questo caso.
Questo evento riesce a creare una mobilitazione sociale che annienta, almeno apparentemente, ogni differenza e distinzione sociale, etnica, sessuale, di appartenenza di classe: è un vero e proprio evento di democratizzazione di un contesto sociale, al quale tutti sono chiamati, ma soprattutto si sentono in dovere, di partecipare, qualunque sia la loro identità culturale.
La questione non è da incentrare sulla fede religiosa ma all’evento che questa fede popolare riesce a creare all’interno di un contesto urbano contemporaneo, che nella maggior parte dei casi ha delegato i suoi luoghi di interazione sociale a ben altri Santi del TradeFair: la genuinità dei propositi permette alla gente di ritrovarsi per le strade e per le piazze insieme, trasformando la città in uno scenario fortemente emotivo, che rievoca l’emotività di un luogo che il contesto urbano contemporaneo ci sta facendo rapidamente dimenticare a vantaggio dei templi del consumo, nuovi veri idoli del nostro LifeStyle urbano.
Pierfabrizio Paradiso
Riferimenti
Riccardo Di Salvo, Sant’Agata a Catania, da Clubbing, Marzo 2008
Foto di Paolo Rossetti
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lunedì 3 marzo 2008
Bau_contenitore di cultura contemporanea
Maffei arte contemporanea
V. del Signore 3 Viareggio
tel. 3341461670 / 058448966
e_mail:marco.maffei56@tiscali.i
in collaborazione con
associazione culturale BAU
Inaugurazione Domenica 9 marzo 2008 ore 17.30
orario d’apertura: dal martedì al sabato ore 17.30 - 19.30
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Come ogni anno a partire dal 2004, l’associazione culturale BAU cura una pubblicazione d’arte:
una scatola-contenitore che, pur attenta alle esperienze versiliesi, ospita al suo interno un numero rilevante di autori nazionali ed internazionali attivi nelle diverse discipline e linguaggi espressivi.
Quest’anno il contenitore si presenta come numero doppio (n. 4+5) per l’alto numero di adesioni pervenute da parte degli artisti.Tutto ciò sta a dimostrare il grande interesse suscitato da questa iniziativa editoriale limitata a 150 esemplari numerati e firmati.
Le 90 opere prodotte da 100 artisti rigorosamente in formato Uni A4, saranno esposte presso la sede del centro culturale Maffei Arte Contemporanea in via del Signore n.3 a Viareggio, dal 9 al 22 marzo 2008 con orario 17,30-19,30, chiuso domenica e lunedì.
Il primo di aprile è prevista una serata performativa degli autori di Bau al Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze, a seguire la prima presentazione ufficiale del nuovo numero doppio sarà ad aprile al Camec de La Spezia.
«L’esperienza è iniziata nel 2003. Si tratta di un contenitore, una scatola prodotta in centocinquanta copie, che contiene opere di artisti in formato Uni A4. Artisti che sentono la necessità di lavorare insieme e raccogliere le proprie forze per un progetto comune.
La contemporaneità è un momento meraviglioso, però comporta anche aspetti deleteri. C’è un antagonismo a lama bianca: gli artisti sono messi l’uno contro l’altro da parte dei critici, dei galleristi e dei direttori di musei. Nella loro disperata volontà di emergere cadono in questa trappola e impiegano tutte le loro energie per diventare visibili, spesso trascurando il contenuto dei loro lavori»
mercoledì 27 febbraio 2008
VolksGarten Orchestra
Un progetto di Maria Papadimitriou
Il Lavoro intende raccogliere un insieme di Musicisti, abitanti di Graz ma provenienti da diversi paesi del mondo. Diversi stili e tradizioni sono unite in una composzione dinamica e armoniosa, presentando un particolare esempio di appartenenza che va oltre le differenze nazionali e culturali.
(Lavoro presentato a Graz al Grazer Orpheum il 23 settmbre 2007)
On the stage of the Grazer Orpheum, Greek artist Maria Papadimitriou presents her project Volksgarten Orchestra: a unique and unforgettable music concert with a participation of musicians (inhabitants of Graz) coming from different countries of the world. Here, in this performance, various styles and traditions are united in one harmonious and dynamic composition, celebrating a particular example of belonging beyond any national or cultural differences.
Participating musicians:
Manu Devla (Vladimir Vesić, Pirjo Kalinovska, Ivan Ivanov, Kire Kuzmanov, Muamer Gazibegović, Nino Škiljić, Khaled Anel Spago), Dajana Omerdic, Aora (Murat Aygan),Irina Karamarković, Freewill Mega Afro Band (Sanmi Olatunde), Dragan Tabakovic, Sabina Jusufic
Maria Papadimitriou (Atene 1957),
vive e lavora a Volos, Atene. Ha studiato all’Ecole Nationale des Beaux Arts di Parigi. Insegna al Dipartimento di Architettura dell’Università
di Thessalia (Grecia). Nel 2001 viene invitata all’esposizione “New Trends in International Photography”al Chicago Atheneum Museum of Architecture and Design. Nel 2002 partecipa alla Biennale di Sao Paolo in Brasile e a Manifesta 4 in Germania. Nel 2003 vince il Premio per l’Arte Contemporanea Greca indetto dalla Fondazione Desde. Attiva nel campo della fotografia partecipa a importanti esposizioni personali e collettive,.in Grecia e all’estero tra le quali: “Temporary Office” alla Fondazione Olivetti a Roma nel 2004, ”We’ll meet again” al Museo Reina Sofia a Madrid, “Playgrounds and Toys for Children”, Lobby of the United Nations Building, New York; “Kazino” alla Galleria d’arte contemporanea di Atene.
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PierFabrizio Paradiso
www.artmajeur.com/pierfabrizioparadiso
(C)ostruire è come de(C)ostruire
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lunedì 25 febbraio 2008
Invito mostra Contro Ignoti - Spazio Pubblico Arte Contemporanea Buttrio


Andreea Werner
a cura di Paolo Toffolutti
Antun Bozicevic,
Michele Drascek,
Max Gansberger,
Vlad Nanca,
PH.ON
Kosta Tonev
a cura di Giovanna Felluga
Charlotte Ginsborg
a cura di Claudia Loffelholz
Alcuni ignoti, coperti dall'omertà dei più, riescono ad inquinare ed a far sparire le tracce degli atti criminosi compiuti; soprattutto, i “soliti ignoti“, investiti dalla luce dei fari delle telecamere, riescono ad acquisire uno status e delle immunità che li pongono in una condizione di metafisica latenza, quali divinità mediali, poste fuori dalle leggi e dalla volontà degli uomini. Contro Ignoti invita tre critici ad interpretare questa estetica della corruzione, espressione camaleontica di chi agisce nell'invisibilità e nell'anonimato offerti dalla celebrità al VIP, “Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto“ reso trasparente alla società . E' una fenomenologia che può produrre in chi ne è investito un irrazionale senso di onnipotenza che lo porta alla ossessiva ricerca dell'ultimo limite da abbattere, posto dalla legalità, nella spasmodica volontà di conquistare un astratto potere assoluto. E' una tirannide che lascia dietro a sé evidenti segni di degrado, sia esso ambientale sociale culturale, fino a degenerare nella patologia del dittatore che gode del piacere che gli procurano intrighi ed ingiustizie. “Il Buono ed il Cattivo Governo“ - tema trecentesco della storia dell'arte - viene portato nuovamente in evidenza dai fatti della cronaca sociale e politica, ma nella rappresentazione culturale appare sempre più impercettibile ai contemporanei perché mistificato come fatto di costume e di moda. I tre progetti curatoriali indipendenti ospitati in Villa di Toppo Florio affrontano, con altrettante sfaccettature, la questione.
Charlotte Ginsborg, videoartista e filmaker londinese, nella sezione “Intrappolati nello Specchio“ esprime un elemento fondamentale, quello della percezione della propria immagine, contesa tra aspettative e norme. La sua opera racconta di tutti noi, esseri esposti ai limiti psico-fisici definiti dall'architettura e dagli spazi che ci circondano, nonché dagli spazi mentali: esseri limitati da quella esperienza, che subiamo e/o ricerchiamo, di “esseri ignoti a se stessi“.
Andreea Werner, artista residente a Spilimbergo, in “State sulla Via“ - progetto “Spazio FVG“ gemellato con il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin - sviluppa una pittura icastica in bianco e nero, fingendosi asservita ad un regime totalitario sconosciuto, che l'ha impegnata a descrivere con realismo una umanità del “giorno dopo“. Emergono una serie di “squarci“ e “morsi“ impietosi su una società ormai disillusa, che ha maturato la precisa consapevolezza che le promesse fatte ieri ai padri non saranno mai onorate dalla realtà dei fatti di domani con i figli. E' un'umanità fatta a brandelli, che ha barattato il sogno di un'utopia sociale con la menzogna del miracolo economico per pochi ignoti.
Antun Bozicevic (Croazia), Michele Drascek (Slovenia), Max Gansberger (Austria), Vlad Nanca (Romania), PH.ON (Italia) Kosta Tonev (Bulgaria) in “Sconfini“ si confrontano, sottolineando le diverse appartenenze nazionali, sul tema dello sconfinamento nell'illecito attuato nei loro paesi. Sei sguardi dall'est e dall'Italia per svelare a gran voce l'oscuro e l'ambiguo che circonda le nostre esistenze, senza filtri ne meditazioni. L'arte aiuta a porre l'attenzione sui particolari, a rompere il processo di normalizzazione dei crimini messo in atto nei confronti dell'opinione pubblica. “L'arte non salverà il mondo“ dice Vettor Pisani, speriamo che per lo meno lo risvegli!
1 - 31 Marzo, 2008
Villa di Toppo Florio,
Via Morpurgo, 6 - Buttrio - Ud
Spazio Pubblico Arte Contemporanea
lunedÌ e sabato ore 17.00-20.00
domenica 11.00-13.00 17.00-20.00
visita guidata domenica matina
8-9 marzo eccezionalmente chiuso
ingresso libero
INAUGURAZIONE
SABATO 1 MARZO
ore 18.00 incontro con gli artisti
ore 19.00 inaugurazione
ore 20.00 rinfresco
ore 22.00 ACME BLUES BAND&CO
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martedì 12 febbraio 2008
STRUDEL DI DATTERI E PERE (CON UVETTA D SMIRNE E SEMI D CARDAMOMO)

L'Alto Adige incontra il Mediterraneo
di Pier Fabrizio Paradiso in collaborazione con l'Antico Pastificio Moscova di Milano
Lavoro proposto per l'open call:
Gelato e Dolci LOVE DIFFERENCE come passaporto culturale
all'interno della mostra Cittadellarte. Pistoletto e il Terzo Pardiso
CAMeC - La Spezia
Ciò di cui si fa portavoce il dolce da me ideato è un incontro che si vuole
veicolare tra una minoranza dell'estremo nord come quella del Süd Tirol e la
cultura e le tradizioni dell'estremo sud del Mediterraneo, l'Africa e la Turchia.
Il Süd Tirol appartiene a un Paese che si affaccia sul Mediterraneo ma la
cui tradizione è legata molto a quella dei paesi nordici europei di cultura
germanica. Lo Strüdel rappresenta in pasticceria l'elemento più espressivo
di questa cultura che ho cercato di far incontrare, attraverso l'uso dei
Datteri e dell'uva di Smirne, con due culture del bacino Mediterraneo, che
vengono in qualche modo accolte e protette all'interno della delicata sfoglia
dello Strüdel; creando un dialogo e un incontro tra due diverse culture che
trovano le loro affinità nell'essere minoranza etnica al di fuori della loro
nazione.
Africa, Turchia e Alto Adige si rispecchiano e identificano attraverso il
dialogo dei sapori all'interno di questo dolce che si vuole fare portavoce
di tutte quelle situazioni in cui le minoranze, mantendendo la loro identità,
possono incontrarsi e amalgamarsi in un unico contesto; dove, ognuno con la
propia dversità, può apportare un contributo signifcativo di progresso e benessere
in un sistema sociale aperto e accogliente.
INGREDIENTI E DOSI (indicative per 6 persone)
225 grammi di Farina Bianca di Grano 00
40 grammi di Burro
1 Uovo
1 Pizzico di Sale
2 Pere Abate
1/2 Kilogrammo di Datteri freschi
1 Manciatina di Uvetta di Smirne
10 Semi di Cardamomo
Acqua Tiepida a piacere
Mollica di Pancarrè raffermo
MODALITA' DI PREPARAZIONE
Realizzare la pasta Strudel impastando la farina, l'uovo, il burro fuso precedentemente
e aggiungere un pizzico di sale e dell'acqua tiepida a poco a poco durante la
lavorazione. Far riposare l'impasto per un'ora con sopra una pentola riscaldata
precedentemente poiché la temperatura del riposo non deve essere ambiente.
Stendere la pasta su un telo bianco cosparso di farina e iniziare a tirarla, mettendo
le nocche della mano tra l'impasto e il telo per renderla il più sottile possibile.
Pennellare con il burro fuso l'impasto e cospargere con sibile, mollica di pancarrè
raffermo fatta precedentemente imbiondire in padella con una noce di burro.
Porre le fette di pera tagliate sottili, i datteri freschi pelati, snocciolati e
tagliati a fettine verticali. Spargere l'uvetta di Smirne macerata precedentemente
in succo di arancia per 10 minuti. Aprire il cardamomo e diffondere i semini dopo
aver fatto scaldare la bacca su un pentolino antiaderente per facilitare l'apertura
e sprigionare l'aroma. Prendendo la tovaglia, si inzia ad arrotolare l'impasto con
il ripieno senza mai usare le mani. Si chiudono i laterali e si piega ad anello come
l'antica tradizione dell'Alto Adige, pennellando l'esterno con il burro fuso.
Infornare a 180° per 40 minuti. Togliere dal forno dopo aver fatto raffreddare il
dolce per far rafforzare la sfoglia, altrimenti troppo fragile.
Si può servire con una salva vanigliata profumata alla cannella ( per la salsa:
mischiare 2 tuorli d'uovo, 4 cucchiaini di zucchero e si monta con frusta. A parte
scaldare 1/2 litro di latte fino a prima dell'ebollizione; mischiare delicatamente
fino al punto rosaed immergere in acua fredda).
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PierFabrizio Paradiso
www.artmajeur.com/pierfabrizioparadiso

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Der Lauf Der Dinge (La corsa delle cose)
di Peter Fischli and David Weiss
Oggetti che corrono, in realta dei corpi senza vita che i principi fisici della dinamica riescono a far muovere secondo precisi algoritmi e regole matematiche, anche ciò che appartentemente è lasciato al caso, capita secondo un preciso ordine e una precisa legge, di qualunque ordine essa sia.
E si compie il cerchio, ritornando allo stato inizale.
Un allegoria quasi perfetta del destino dell'uomo; resa imperfetta solo da ciò che un oggetto non può rappresentare: il libero arbitrio e la coscienza che può portare alla volontà di spezzare un cerchio prestabilito in cui spesso,troppo spesso, l'inviduo contemporaneo è imbrigliato a vivere.
--
PierFabrizio Paradiso
www.artmajeur.com/pierfabrizioparadiso
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venerdì 25 gennaio 2008
Un futuro elementare
La quarta edizione del concorso Enel Digital Contest si rivolge a giovani videomaker e allievi di Università, Istituti e Scuole di cinematografia di ogni nazionalità e di età compresa tra i 18 e i 35 anni. per l’ideazione originale e la realizzazione di cortometraggi che avranno come soggetto “il futuro dell’energia”.
I cortometraggi realizzati saranno votati dal pubblico della Rete e da una giuria di esperti del settore, che assegneranno rispettivamente due premi.
L’obiettivo del progetto è quello di promuovere la produzione di opere audiovisive realizzate con le nuove tecnologie digitali da parte di giovani autori, premiandone la creatività e favorendone l’avvicinamento alle tematiche dell’energia in relazione all’uomo e alla sua vita.
L’iniziativa fa parte di Energiaper, il programma di Enel per cultura, musica, scienza, ambiente, sport, scuola.
fonte: enel.it
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Etichette: bando di concorso, festival, spunti
lunedì 21 gennaio 2008
camminare sulle immagini

...esiste in questo dedalo di immagini, un profilo grafico tutto da esplorare, basato sulla condivisione delle scelte di lavori di controcultura, di immagini Underground. Credendo nell'importanza della periferie che genera linguaggi e subordinano i codici di comprensione precostituiti, alla stregua di ipnotici e piú affascinanti contro-contesti artistici. Bisogna passeggiare per le immagini, e non fermarcisi sopra, pensare che siano dei veri e propri biglietti da viaggio, dove gli orizzonti terrestri e le utopie umane, sono schiacciate dalla gravitá dei colori delle nostre scelte artistiche. Non ti pare??? possiamo crescere alla grande, perchè noi la grafica la portiamo nel sangue. Immagino che Etra non vuole informare!!! ma disinformare, dire la veritá, potrebbe significare dire meno e saperne di più un pò su tutto, come: l'aspetto sociale non é trattare o dare solo importanza all'emarginazione di un aspetto della societá, ma tutt'altro interesse. Fare dell'immagine lo strumento di contro informazione, rompere le tendenze, le immagini sono come delle memorie destinate a durare solo 5 secondi nella mente di ciascun individuo, é il gioco della moda. Destinare l'esistenza umana all'oblio e all'inadeguatezza. Così si genera velocitá, accellerazione, si giustifica il consumismo, compreso l'arte e la cultura, che si sono soggettivate all'intero sistema. Essere una forza di contrasto puó dare rilievo alle nostre scelte, disinformiamo, questo dovrebbe poterci semplificare il lavoro, ci renderebbe autonomi e coerenti, non facciamo grafica, non produciamo immagini. E' un lato vincente del nostro crescente TIM, voi come redazione ne beneficerete.
da Barcellona http://www.myspace.com/offonvideo
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lunedì 24 dicembre 2007
buone feste?

Con l'augurio di rivederci e risentirci dopo queste feste appena iniziate, ci siamo permessi di scegliere un augurio tra i tanti che voi stessi ci avete inviato alla nostra redazione... c'è sembrato oltre che il più simpatico e ironico di tutti, anche quello che più rappresenta con semplicità il nostro Tempo.
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domenica 29 aprile 2007
identity-emotions
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